Direttamente dalla terra di mezzo (che poi sarebbe quella tra Genzano e Velletri)...
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domenica 16 dicembre 2012
LO HOBBIT.
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TSUNAMI
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mercoledì 22 aprile 2009
SSSAAAAAAASSSSSSSS
In questi giorni sto lavorando come una matta.
Ordino fotogrammi, cerco di dare un senso alle sequenze e spremo le meningi nel tentativo di ricordare particolari visti una volta di sfuggita.
In breve ho iniziato la lavorazione della graphic novel di Princess and the Frog.
E siccome non sono abituata a portare avanti un lavoro alla volta, in simultanea mi diletto con i layouts di un numero di Witch e con vari altri lavoretti volanti...
In una parola, sono FUSA.
Quando lavoro tanto la mia vita sociale ruzzola bruscamente in secondo piano.
Mantengo i contatti col mondo via mail e via telefono, cammino sul filo dell' autismo, faccio sogni assurdi e divento particolarmente irascibile.
Riesco a scazzare praticamente con chiunque.
Uddio, questo mi riesce bene anche nei momenti di relax...
Ultimamente però mi sto facendo delle domande a riguardo.
Molte volte i miei sfoghi scaturiscono da incomprensioni.
Ma sono io che mi spiego male e che do troppe cose per scontate o è la gente che a volte si comporta a cazzo di cane?
Mah...
Su alcuni punti c'è poco da discutere.
La narrazione di un fumetto segue delle regole ben precise e se sbagli a leggere la sequenzialità delle vignette è anche un problema tuo a un certo punto.
Cazzo, leggilo un fumetto ogni tanto!
E' straordinariamente complicato spiegare a Caio che in uno spazio di 3cm di H e 5 di lunghezza si fa fatica ad inserire 2 cristiani visibili in posizione eretta...
Ma le chicche migliori nascono dalle discussioni sulle modalità di pagamento.
"Allora guarda, tu ti fai un mazzo così e mi consegni tutto il lavoro, poi, se sono soddisfatto, ti pago" U_U
Eccerto che io in fronte c' ho scritto Jo Condor!
Ma sul lavoro si sa che è così e non ci si dovrebbe fare il sangue amaro (io me lo ripeto da anni ma tanto non riesco a fare altrimenti...)
Poi ci sono gli scazzi extra, quelli inaspettati.
Io e la Cri li chiamiamo SssAaaaaSsSssss.
Ad esempio, quando uno ti dice una cosa che non c' azzecca niente col discorso facendoti chiaramente intendere che del tuo ragionamento durato 1 ora lui non ha capito un'acca tu lo guardi intensamente negli occhi e gli urli "SSSssssaaaaaasSSssSSs!".
Lui ti prenderà per pazza e ti dirà che non ha colto.
'Sti cazzi, tanto non aveva capito manco prima.
E' che certi giorni non ho veramente il tempo per spiegarmi meglio nè un briciolo di forza per farlo.
Vavè, torno a lavorare e SssSSsssaaAAaAaaaaSssSssssssSss a tutti!
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TSUNAMI
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17:08
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giovedì 26 febbraio 2009
VETRIOLO A COLAZIONE

Vorrei citare una canzone e dirvi che sono troppo stitica per fare la stronza, ma la verità è che da questa mattina sono già andata al bagno 2 volte con ottimi risultati ergo, posso fare la stronza quanto mi pare.
Che a me activia non serve e non tengo le pasticchine lassative nell’armadietto del bagno per rimanere secca.
Io mangio.
E di solito, quello che entra poi esce.
E oggi mi va proprio di sparare a zero, chè stamattina ho fatto colazione con vetriolo e biscotti.
Da una settimana ho il dito medio della mano destra martoriato da una sorta di infezione che continua ad allargarsi a vista d’occhio, e fa schifo e prude.
Mio padre mi ha detto che è solo un brutto gelone.
Io ho un’altra teoria.
L’irritazione è dovuta a un eccesso di vaffanculo troppo a lungo conservati.
Non a caso è venuta proprio su quel dito.
Quindi oggi dedico una selezione sceltissima di vaffanculo a:
_coloro che sfoggiano un servilismo e una dedizione ingiustificati.
Ma tirate fuori le palle ogni tanto, inculate il prossimo con ironia e mostrate un po’di orgoglio e di amor proprio che gli altri non si fanno mica così tanti scrupoli.
_ coloro che mentono sulla loro identità celando la loro meschinità dietro fiumi di belle parole e filtri di photoshop.
_ tutti quei fessi che ci cascano e che non si prendono la briga di scavare più a fondo.
_quelli che modificano il loro essere a seconda delle situazioni.
_agli invidiosi, e ce ne sono tanti purtroppo. Concentratevi di più su voi stessi invece di passare il tempo a mordervi i gomiti per il successo altrui, magari qualcosina combinate.
Sono nervosa e irrequieta in questi giorni.
Ieri mi sono regalata una giornata di shopping selvaggio con un’amica.
E come ogni donna che si rispetti ho cercato di calmare i nervi comprando scarpe.
Ho trovato quelle che desideravo.
Un paio di boots di pelle neri a mezzo polpaccio con carrarmato da battaglia e fibbie, che al confronto i miei stivali della timberland sembrano delle ballerine argentate ricoperte di strass.
Pesanti, enormi, comodi.
Quando cammini senti l’eco del peso del tuo corpo e la consistenza del terreno.
Ben piantati a terra, così si dovrebbe camminare, sempre.
Fare spese al centro di Roma poi è un’esperienza socialmente costruttiva.
I discorsi che ascolti per strada offrono ottimi spunti di riflessione.
Ho spiato la telefonata di una donna impellicciata con la faccia da faina…
“Carlo, dai retta a me, portalo nella tua tana, tanto quello ci casca, vedrai che viene e poi, una volta che è lì e che non può scappare gli salti addosso e lo sbrani…”
E checazzo di animale sarà Carlo?
No, questa non è la mia filosofia.
Io le cose te le dico in faccia, all’aperto, così hai pure le vie di fuga.
Gioco pulito e ti do l’opportunità di non ascoltare se non vuoi.
Ma la mia coscienza è apposto.
Anche se alle volte un po’ di sana diplomazia non farebbe male.
Ora vado in farmacia a comprare una crema, così magari ‘sto schifo che ho sulle mani passa.
Il prurito però va già meglio.
Oggi si lavora e si cena con le amiche, quelle di tutta una vita, che ti hanno sempre capita, supportata e sopportata.
Si mangia, si beve e ci si rilassa...
Forse.
venerdì 13 febbraio 2009
TE CE MENO SOPRA
L’altra sera ho assistito al concerto di un amico.
In un intermezzo ha ricordato una frase a lui (e a tutti quelli della nostra generazione residenti in zona) molto cara, un monito che le nostre madri ci urlavano a gran voce, il temibilissimo “TE CE MENO SOPRA”.
Ora, con un esempio, vi illustrerò il significato di tale affermazione:
Da piccola ero una bambina anomala (vi vedo, cretini, potete pure smettere di ridere, lo so che non sono migliorata poi molto).
Stavo più per aria che per terra.
M’arrampicavo dappertutto (difatti i miei parenti strorpiavano il mio nome in Bertuccia…-__-°) ma dato che ero agile come un’aragosta monca, immancabilmente mi “sfragnavo” al suolo.
Le mie eroiche imprese erano precedute da lunghi, meditativi silenzi, rumorosissimi per il settimo senso di madre che percepiva l’imminente catastrofe.
Era allora che, guardandomi in cagnesco mi puntava contro l’unghia smaltata del suo indice destro e tra i denti ringhiava “ELISA, SE TE FAI MALE, TI DO IL RESTO, COSI’ C’HAI UN MOTIVO PE’ PIAGNE”.
E io lo facevo lo stesso.
E cadevo.
Ma mai al mondo gliel’avrei data vinta.
Questi i comandamenti autoimposti:
Primo: ASSOLUTAMENTE VIETATO PIANGERE (che solo le femminucce frignano e giocano con le barbie, e a me quelle pseudomodelle platinate m’hanno sempre fatto cagare).
Secondo: FARE FINTA CHE NON E’ SUCCESSO NIENTE ANCHE SE LA TUA ROTULA SE NE STA LI’ IN BELLA VISTA A PRENDERE IL SOLE.
Terzo: FORZA E CORAGGIO, TIRATI SU CON STILE E CON LA FACCIA DA CAZZO CHE TI CONTRADDISTINGUE, QUASI FACENDO FINTA CHE L’HAI FATTO APPOSTA.
Poggiavo le mani a terra, mi assestavo sui miei pachidermici polpacci costretti in quegli odiosissimi calzini bianchi traforati che facevano tanto effetto lonza, mi guardavo la punta dei miei fascinosissimi scarponcini ortopedici (ce li avevamo tutti all’epoca e non sono serviti a un cazzo) alzavo il culo, guardavo mia madre che accorreva e urlavo
“NOOOOOOOO, MI RACCOLGO DA SOLAAAAAA!!!”.
Le botte arrivavano comunque.
Scema io che mi paravo il sedere con le mani, cosi’, oltre alle chiappe, mi ritrovavo pure con le dita indolenzite.
Mia madre poi era una nostrana Jackie Chan espertissima nell’utilizzo di armi improvvisate e non convenzionali, tipo i letali Zoccoli del Dr Shool, noto torturatore nazista, la temibile Cucchiara de Legno, indistruttibile, forgiata nel monte Fato da cazzutissimi nani alchimisti scissionisti dediti alla trasmutazione del metallo in legno o i micidiali piatti shuriken della Metro (mamma li acquistava al Kg).
Quando il rossore spariva, ricominciavo daccapo.
Tra un livido e l’altro ho costruito case sugli alberi, ho disintegrato le scarpette bianche della prima comunione arrampicandomi sul muretto per chiamare la vicina di casa, mi sono buttata dal terrazzo di casa con l’ombrello aperto spinta da un malsano spirito d’emulazione per Mary Poppins, ho distrutto una moto, mi sono procucata una trascurabile emorraggia interna buttandomi a bomba da uno scoglio (ah, per la cronaca io non so nuotare) sono caduta da cavallo più e più volte prima di appurare che il dressage non era nelle mie corde e via discorrendo.
Oggi mi rendo conto che il rincoglionimento avanza e che non mi raccolgo più bene come prima.
E ‘ passata l’età dei rimproveri e delle minacce, per cui, ora, quando cado, ci penso da sola a menarmici sopra.
E fa più male della cucchiara.
Del resto le vecchie abitudini sono dure a morire.
Di buono c’è che il mio rapporto con mia madre è migliorato.
L’altro giorno si è lanciata in una delle sue ramanzine settimanali.
-ELISAAAAA, SE LO FAI ANCORA IO TI….
-MA’, SE CONTINUI TI GIURO CHE TI CHIUDO IN UNA CASA DI RIPOSO GESTITA DALLE SUORINE MISERICORDINE!
Ora è mansueta come un agnellino.
lunedì 9 febbraio 2009
SENZA PAROLE
...........
Imputato,
il dito più lungo della tua mano
è il medio
quello della mia
è l'indice,
eppure anche tu hai giudicato.
Hai assolto e hai condannato
al di sopra di me,
ma al di sopra di me,
per quello che hai fatto,
per come lo hai rinnovato
il potere ti è grato.
Ascolta
una volta un giudice come me
giudicò chi gli aveva dettato la legge:
prima cambiarono il giudice
e subito dopo
la legge.
Oggi, un giudice come me,
lo chiede al potere se può giudicare.
Tu sei il potere.
Vuoi essere giudicato?
Vuoi essere assolto o condannato?
"Sogno Numero 2"
F. De André
venerdì 23 gennaio 2009
TUTTI PER UNO
Dopo un neanche troppo breve periodo si sbarellamento cerco di tornare in carreggiata.
Carreggiata è una parola grossa, diciamo sterrato, no, meglio mulattiera, ecco, mulattiera ce piace e rende l’idea.
Una volta ho visto un film tratto da una storia vera.
C’era questa tipa, questo caso clinico, con ben 16 personalità.
Figo, ho pensato.
Allora c’è qualcuno che sta peggio di me.
Sì perché in questo monolocale che è il mio corpo (facciamo bilocale va’ che il culo è una stanza a sé) convivono 4 dementi.
Abbiamo ABIGAIL, la contadinella del Wisconsin, coatta fino al midollo, casinista, inconcludente ma al tempo stesso insospettabilmente pratica, affascinata dai piccoli piaceri della vita, vagamente alcolizzata e compagnona.
E’ quella che si arrampica sugli alberi che brucia le zecche che spacca a metà una vipera con la scopa fomentata dai miagolii dei suoi gatti e che odora ogni singola cosa la passi sotto al naso.
Poi c’è SAMANTHA (vaghissimo il riferimento a Sex and the city…) , la ninf…Ehm, l’antropologa\ornitologa del gruppo, affascinata da tutto ciò che è insito nella natura umana.
Incazzosa come un istrice e paradossalmente mascolina.
Difficilissima da tenere a bada, pericolosissima quando pensa, decisamente velenosa.
Non dimentichiamoci di DIANE, la colta e raffinata…
Come dite?
Non c’è nessuna Diane?
Ma sì dai, è stata qui fino a un paio di mesi fa…Mora…Alta…Secca secca…Tailleur…Chignon…Un po’ signorina Rottermaier…
No eh…
Vavè, ma voi il cecio in bocca mai…
Cazzo potevamo almeno usarla come colf…
Appurato che non c’è nessuna Diane, la prossima è ANGIOLINA, per gli amici GUILTY, ragazzina petulante che fa colazione con massicce dosi di sensi di colpa, pranza con rimorsi all’amatriciana, fa merenda con pane, burro e rimpianti, e per cena divora dubbi e incertezze con dessert di insalata di more.
Insomma, mangia un sacco di schifezze la troia.
E’ quella che si commuove col pappagallino Paulie e con la dichiarazione d’amore bislacca di una giraffa a un ippopotamo.
Inutile dire che è la più odiata e la più idiota.
Ma siccome paga la sua parte d’affitto le altre chiudono un occhio…
L’ultima è DEMENTIA, rincoglionita, sempre con la testa fra le nuvole è quella che da importanza ai dettagli, alle cose che nessun altro guarda.
Si perde nei segni e cerca di capirne la logica, ha una lumaca come animale da compagnia e passa i pomeriggi su una panchina al sole col caffè in una mano e il braccio attorno al collo del suo puzzolentissimo cane a fissare la scoordinata danza dei granelli di polvere in controluce.
La convivenza è dura, alle volte impossibile, ma la verità è che nessuna saprebbe vivere senza le altre.
Si nutrono avidamente dei loro dissapori e delle loro differenze, funamboliche macchiette che camminano su un sottilissimo filo di bava con un equilibrio tutto loro, scomposto, a tratti ridicolo, tipo lombrico in preda alle convulsioni…
Ho passato gli ultimi anni a cercare di arginarle.
Ho cercato di prenderle singolarmente e le ho odiate nella loro individualità.
Errore.
Ora ho capito il trucco.
Tutte.
Le voglio tutte contemporaneamente.
Sembrerò più pazza di prima ma chicazzosenefrega, tanto la gente pensa che sono pazza a prescindere.
Se prima era difficile avere a che fare con la sottoscritta, credo che nei prossimi mesi
chi mi conosce dovrà quadruplicare gli sforzi per sopportarmi.
Che qui l’unica legge che mi piace seguire è quella dell’ortica.
Tesori, la Melarancida è tornata, più folle e incazzata di prima.
Prendete un salvagente, adesso, che fuori stagione costa pure meno.
;)
P.S. ci si vede Domenica.
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SQUILLINO LE TROMBE TROMBINO LE SQUILLO
mercoledì 21 gennaio 2009
MUSICA E PAROLE
Non ho sonno ergo cazzeggio in internet e cerco un pò di roba che mi piace
oppure questa
Mmmmm...Questo nn si può postare
http://www.youtube.com/watch?v=GIIudD44o58
Per i momenti di malinconia non c'è niente di meglio che una puntata di Buffy, LA PUNTATA :)
Tipo questo
e questa, la mia canzone preferita di sempre
e questa, la mia canzone preferita di sempre
oppure questa
Mmmmm...Questo nn si può postare
http://www.youtube.com/watch?v=GIIudD44o58
Per i momenti di malinconia non c'è niente di meglio che una puntata di Buffy, LA PUNTATA :)
Vavè, mi costringo ad andare a letto che domani devo lavorare.
Notte.
sabato 17 gennaio 2009
COGLI LA PRIMA MELA. Omaggio a Branduardi.
Ve l’avevo promesso ed eccolo qua.
La settimana trascorsa a Milano è stata decisamente impegnativa.
Incredibile a dirsi ho anche lavorato, a dimostrazione del fatto che anni di professione consentono al tuo cervello di gestirsi autonomamente, di isolarsi e di soprassedere a tutti i casini e i pensieri che lo affollano per concentrarsi su degli stramaledettissini clean up.
Dal punto di vista lavorativo ci sono belle novità (che però non posso dirvi ^^).
Mi sono ritrovata ad accettare un lavoro che avevo giurato di nn fare mai più (per una serie infinita di motivazioni di ordine tecnico-logistico, nonché monetario).
Ma ahimè, ormai lassù mi conoscono e sanno quali sono i miei punti deboli.
Sanno che un character design accattivante manda a puttane tutti i miei princìpi…
Mi si compra facile, insomma…
Per il resto me la sono spassata.
Ho visto posti nuovi e bellissimi, incontrato vecchi e nuovi amici, e gente che amica non lo è più e forse non lo è mai stata.
Ho scoperto che il nord è un territorio ostile alla vita e che della neve e del ghiaccio non ci deve mai fidare, soprattutto se si hanno le suole lisce.
Sembra innocua, la bastarda, così bianca e soffice e candida…
Poi ti ci spalmi sopra e scopri che è l’inganno supremo, che nasconde certi serci (alla romana) appuntiti fatti apposta per incastonarsi nel tuo osso sacro.
Neve menzognera, ha fatto bene la Luna a tornarsene lassù.
Preferisco il fango.
Sarà che sono campagnola.
Nel fango almeno te l’aspetti di trovare un sacco di schifezze.
Ho poi scoperto che nonostante gli anni passino, alcune cose e alcune persone non cambiano mai, nel bene e nel male.
Rientri in Accademia dopo mesi che non dai segni di vita e scopri che quel posto è una sorta di bolla temporale.
Alcune cose cambiano invece, come gli infissi della Giorgilla (il miglior acquisto di sempre Cri XD).
E la tua amica, nota massaia disabile, nel frattempo ha pure imparato a cucinare e ti insegna come fare una squisita torta salata in 10 minuti.
Sono nozioni che ti salvano la vita.
Per ricambiare le ho pulito la cucina…
In realtà, quando sono stressata, si manifesta la temibile “Sindrome della pezzetta”.
Datemi uno sgrassatore e solleverò il mondo (per pulirci sotto, ovvio).
Ho ampilato la mia collezione di figure di merda, e con orgoglio vi dico che non ho neanche un doppione U_U
Tra le più eclatanti ricordiamo:
“Mamma mia, fa così freddo che nn sento più le dita dei piedi!”
Frase detta al alta voce in stazione di fianco a un tizio senza piedi…
L’ultimo giorno poi è stato fantastico.
La Cri mi ha portato in farmacia per prendere un idratante, visto che la mia faccia si stava esfoliando…
Quello che la bastarda non mi aveva detto è che quella non era una farmacia normale.
Entriamo.
_Salve, cosa vi serve?
_Sto cadendo a pezzi.
Le tre tipe cominciano a ridere.
_Tesoro, se tu cadi a pezzi non che dobbiamo fare? Seguimi.
Guardo perplessa la Giorgilla che se la ghigna.
Mi portano in una stanzetta con un monitor e un aggeggio tipo quello per le ecografie.
Mi mettono il sondino sulla faccia, e sul monitor vedo la mia pelle.
Ogni poro è grande come la cruna di un ago.
_Che figata! Quanti capelli che ho! E come sono grossi!!!
Poi mi accorgo che il sondino non è sulla testa ma sulla guancia…
La tipa ride.
_Spè, mi stai dicendo che quelli non sono capelli…Cioè, sarà mica…
Uddio….C’ho la barbaaaaaaaaaa!!!… Urge una ceretta facciale.
_Hai una pelle bellissima. Un po’ secca forse. Aspetta.
Cambia sondino.
Sul monitor compaiono dozzine di punticini arancioni.
_E quelli cosa sono?
_Punti neri.
_Cooooosaaaaa?
_Sì, ma non li devi toccare.
_No, già, lasciamoli prosperare. Guarda, in quello hanno appena decapitato il re e stanno per passare alla repubblica…
Usciamo.
Sono sconvolta.
La farmacista sfodera un enorme sorriso e mi porge una crema.
_Usa questa. Così la pelle non ti si screpola.
_Mmmmmm…Che odore ha?
_Scusa?
_Mi fanno schifo le creme che puzzano di crema.
_…….
_No, davvero. Io odio le creme. Non esiste una crema inodore?
E con mia grande sorpresa lei mi risponde
_Sì, eccola.
Signori, la crema-non-crema esiste e se la fanno pagare 30 euro.
_Tesoro, ma tu con cosa ti lavi il viso.
_Col sapone…
_NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!
(coro di disapprovazione da parte di tutte le commesse)
_Devi usate un gel, o una spuma gel, o…
_Ok. Ho capito il trucco. Ce l’avete una cosa che ha la forma della saponetta ma non è sapone?
_Certo.
Altri 6 euro.
Totale 36 euro per comprare una crema che non è una crema e un sapone che del suddetto ha solo la forma.
Grazie Cri XD!
Vanità (durante l'ascolto cercate di non considerare la parte dove dice di lodare il signore con umiltà etc...U_U).
Qui a Roma c'è il sole, e io oggi me ne vado in giro a passeggiare un pò.
Non c'è bisogno del cappello, quindi potrò sfoggiare la fratta incolta e indisciplinata dei miei capelli color zingara.
A tutte le persone che in questi mesi mi hanno chiesto se cambierò mai, se mai mi calmerò, con quel tono di sconforto nella voce rispondo "NO".
Chi mi vuole mi si deve tenere così, perennemente irrequieta (che poi è la cosa che vi piace, quello che vi attrae, quello che volete ma che vi danna perché la mia irrequietezza non la sapete gestire. Basterebbe accettarla).
Buon week end a tutti.
;)
;)
sabato 7 giugno 2008
SERATACCIA...

Sono le 9.45...
Dovrei lavorare.
Lo so che è sabato sera, ma questo non conta se fai un lavoro come il mio.
Non ho più una vita figurati mi faccio un problema per una serata sfumata...
La gente dice che un figlio ti cambia la vita.
Un figlio capovolge le tue priorità, i tuoi impegni, distrugge la tua vita sociale...
Ecco.
Questa "gente" di sicuro non lavora nel settore fumetti.
La mia vita è già capovolta e stravolta di suo...
E comunque stasera non avevo voglia di uscire.
Troppa gente per strada e troppo casino.
Il casino in giornate come questa mi indispone...
A meno che non sia io a farlo, ovvio.
Per fortuna ci sono gli amici.
Quel branco di irriducibili che chissà perché continua a starmi attorno e a volermi bene:)
Santo sempre sia l'uomo che in Telecom inventò la tariffa telefonica fissa!!!!
E beato subito quello che decise di portare l' adsl in questa landa desolata!
Una ringraziamento particolare anche agli omini di Sky che sennò mi si offendono.
Non sia mai...
Niente birra e niente Sky rendono Betta pazza furiosa!
Vado a lavurar:)
